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ASS0CIAZIONE DONATORI
VOLONTARI DI SANGUE- FIDAS
Fatti un regalo: dona il tuo sangue e salva
una vita
FAQ
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GRAZIE CHIUNQUE TU SIA
DEDICATO AGLI EROI SCONOSCIUTI CHE DONANO SANGUE
Il
sangue non basta mai. Donate il sangue

“ Il donatore volontario di sangue è un
uomo libero e riesce a regalare un po’ della sua libertà a chi
è schiavo della sofferenza. E’ un uomo sereno perché è circondato
dalla sconosciuta riconoscenza di chi, per suo tramite ha
ritrovato la propria serenità. Il donatore volontario di sangue è
un uomo che non può essere scalfito dalla cattiveria, dalla
maldicenza e dalla meschinità, perché porta in sé l’enorme dono
dell’amore, e ne regala a tutti: uomini, donne, anziani e bambini,
senza alcuna distinzione…”



1. Per quale motivo dovrei donare il mio sangue?
Donare il proprio sangue significa poter salvare vite umane. Significa
mettere a disposizione della collettività, degli altri, uno strumento di
insostituibile solidarietà umana. Donare sangue è un atto volontario e non
retribuito, che fa appello al nostro senso civico di aiuto verso chi ne ha
bisogno. Tuttavia, in Italia attualmente non è stato ancora raggiunto l’obiettivo
dell’autosufficienza nazionale: esistono ancora profondi squilibri tra le
diverse regioni del nostro Paese nella raccolta del sangue per cui il divario
fra la raccolta e il reale bisogno non trova compensazione e ci si trova in uno
stato di emergenza di carenza e pertanto, la donazione potrà contribuire a
sanare questo divario.
2.
Non mi importa donare; tanto se ho bisogno ci pensa l’ospedale
Il sangue umano è un "bene" che, fino ad oggi, malgrado le notizie
circolanti sullo stato delle ricerche, è "prodotto" esclusivamente dalle
persone, e pertanto:
nessuna struttura ospedaliera è in grado di assicurare alcuna terapia
trasfusionale senza la preventiva disponibilità dei donatori;
per lo stesso motivo, la disponibilità del "bene sangue" non dipende dal
mercato, quindi non ha un prezzo economico;
per le ragioni esposte nei punti a e b, lo stato non può che affrontare il
problema - e deve farlo - con campagne di sensibilizzazione verso la popolazione
e creare gli strumenti normativi per garantire la massima sicurezza possibile e
l’ottimizzazione del sistema trasfusionale in tutte le sue articolazioni.
3.
Quando la FIDAS seleziona gli aspiranti donatori, prende tutti per farli
diventare donatori?
Chiunque abbia compiuto i 18 anni di età ed abbia un peso corporeo non
inferiore ai 50 kg. può presentarsi presso la nostra sede FIDAS e chiedere di
iscriversi all’Associazione per poter donare il proprio sangue. Chiaramente
questi requisiti, non sono sufficienti a far sì che chiunque lo voglia diventi
automaticamente un donatore. Una volta iscritto il candidato donatore verrà
sottoposto a un colloquio e a una visita, effettuati entrambi da un medico, ed
ad accertamenti di tipo diagnostico e strumentale per accertare se vi siano
delle controindicazioni alla donazione. Ciò al fine di garantire nel miglior modo
possibile la salute sia del donatore sia del ricevente.
4. Donare sangue fa male?
Per un adulto sano che si sottopone regolarmente alle valutazioni di
idoneità la donazione non comporta alcun rischio. Esistono precise disposizioni
che regolano la raccolta del sangue: la quantità del sangue che viene sottratta
mediamente ad ogni prelievo è minima ed è stabilita con Decreto Ministeriale in
450 centimetri cubi più o meno il 10%, e comunque in percentuale inferiore al
15%, pari a circa il 10% del sangue presente nell’organismo umano. L’intervallo
tra una donazione di sangue intero e l’altra non deve essere inferiore a 90
giorni. La frequenza annua delle donazioni non deve essere superiore a 4
nell’uomo e a 2 nelle donne in età fertile. I controlli e le visite periodiche
costituiscono inoltre medicina preventiva, a tutela dello stato di salute
generale del donatore.
5. Donare il sangue non fa male alle donne che sono già soggette alle
perdite dovute al ciclo mensile?
La donazione di sangue per le donne non ha alcuna controindicazione.
Tuttavia lo Stato, attraverso il D.M. 15/01/1991 "Protocolli per l’accertamento
della idoneità del donatore di sangue ed emoderivati", proprio in considerazione
del problema rappresentato nella domanda cautela le donne imponendo un massimo
di due donazioni l’anno, che, invece, per l’uomo salgono a quattro. Il
monitoraggio costante della emoglobina, effettuata preliminarmente ad ogni
donazione, e del ferro, assicurano la tutela della salute delle donatrici. Le
stesse risultano essere particolarmente "adatte" alla donazione di plasma in
aferesi che non incide assolutamente sulla parte corpuscolata (globuli rossi,
globuli bianchi, piastrine).
6. Ma i risultati delle mie analisi non vengono a conoscenza del
personale della FIDAS?
La massima discrezionalità e segretezza dei risultati delle analisi vengono
garantite dal segreto medico e dalla legge sulla "Privacy" che individua le
"figure" responsabili e quindi anche perseguibili al trattamento dei dati in
questione.
7. Perché i donatori FIDAS sono periodici?
L’attività della FIDAS è finalizzata a promuovere una donazione "sicura" del
sangue. L’Associazione annovera tra le proprie file solo donatori periodici,
ovvero donatori che ad intervalli regolari si recano presso le strutture
trasfusionali per donare il loro sangue. I donatori FIDAS sono inoltre anonimi,
volontari non retribuiti, responsabili. Queste persone quindi, a differenza dei
donatori occasionali, sono molto controllate dal punto di vista medico, poiché
vengono costantemente sottoposte ad un’accurata visita e ad attenti controlli
sul loro sangue e poiché la loro scelta di donare è libera, non condizionata da
altri fattori come quelli emozionali, risultano molto più affidabili degli
occasionali. Il ricorso ai donatori periodici consente inoltre:
· maggiore programmazione della raccolta del sangue;
· gestione anche delle situazioni di urgenze - emergenze;
· effettuare educazione sanitaria.
7. Donando periodicamente non corro il rischio di assuefarmi alla
donazione, per cui alla fine diventa una mia necessità?
La donazione periodica non implica nessun processo di "assuefazione" nel
senso "scientifico" del termine, ove per assuefazione si intende l’impossibilità
di rinunciare alla pratica di determinati comportamenti (vedi assunzione di
droghe), assumendo il termine, in questo caso, una connotazione negativa
comportando un danneggiamento psichico-fisico per la persona. Nel caso della
donazione del sangue esiste una regola di periodicità nella donazione per
garantire la sicurezza del sangue donato. Se la conseguenza a compiere quest’atto
di estrema solidarietà può essere quello di ripeterlo a scadenze regolari questo
non potrà che farci sentire meglio nel senso della gratificazione che si può
provare nell’aiuto dato gratuitamente a qualcuno, avendo recuperato un valore
umano prezioso.
Donare il proprio sangue è un atto volontario e gratuito e rappresenta una
delle massime espressioni di manifestazione di solidarietà verso gli altri. E’
un atto di estrema generosità che permette di salvare la vita di altre
persone. Proprio il fatto che il sangue sia raro implica la necessità di metterlo
a disposizione di altri individui che potrebbero trovarsi in situazione di
bisogno. Pensa di essere tu al loro posto.
9. Cos’è la donazione del plasma?
Il sangue è composto per il 45% circa da cellule, (parte corpuscolata), e
per il 55% circa da plasma, (parte liquida).Le funzioni del plasma sono
numerose. Mantiene costante il volume di sangue circolante, dà ai tessuti e alle
cellule sostanze prevalentemente di tipo nutritivo e di regolazione (ormoni,
vitamine), raccoglie tutte le sostanze di rifiuto derivanti dal metabolismo
delle cellule e le elimina attraverso i reni e il sudore, interviene nei
processi di difesa immunologica e nelle coagulazioni. Oggi è possibile effettuare
una donazione mirata (aferesi); cioè solo di alcuni componenti del sangue e, tra
questi, il plasma. Nell’aferesi (termine greco che significa l’atto del "portar
via"), attraverso l’uso di moderni apparecchi, i separatori cellulari, si
ottiene dal sangue del donatore soltanto quella componente ematica di cui si ha
necessità in quel particolare momento, restituendogli , contemporaneamente, i
restanti elementi. Ciascun separatore cellulare centrifuga o filtra
istantaneamente il sangue che defluisce da un braccio del donatore trattenendo
il componente ematico necessario e restituendogli il rimanente.
10. Che cosa è l’autotrasfusione?
È una procedura trasfusionale che si realizza mediante predeposito, recupero
perioperatorio, emodiluizione. Il più utilizzato è il predeposito che è una
tecnica trasfusionale che consiste nel prelevare il sangue da un donatore che
sarà anche lo stesso ricevente, allo scopo di compensare le perdite ematiche che
si possono verificare nel corso di interventi chirurgici programmati. In questa
situazione si provvede al prelievo di unità di sangue dal paziente, in fasi
successive, fino a raggiungere la quantità prevedibilmente necessaria, alcuni
giorni prima dell’intervento in modo da consentirne l’eventuale utilizzo. Il
sangue così ottenuto viene conservato secondo le metodiche tradizionali e quindi
restituito, in caso di necessità, durante l’operazione. I principali vantaggi
dell’autotrasfusione consistono nell’eliminazione delle reazioni di
incompatibilità e del rischio di trasmissione di malattie infettive; nella
riduzione del rischio di immunizzazione da antigeni diversi, con possibili
manifestazioni a distanza; nel considerevole risparmio di sangue che è possibile
conseguire, soprattutto per quanto riguarda i gruppi più rari.
11. Quali vantaggi ho ad iscrivermi alla FIDAS?
Un nostro slogan recita: donare sangue: una scelta per gli altri, una scelta
per se stessi. In questa essenza c’è la risposta alla domanda. A livello
individuale si ha la gratificazione morale di concorrere alla soluzione di un
grave problema e l’orgoglio di appartenere ad una componente attiva del
volontariato socio-sanitario, decisiva per la costruzione del sistema
trasfusionale. Inoltre, donare regolarmente sangue garantisce al donatore un
controllo costante del proprio stato di salute attraverso visite mediche ed
accurati esami di laboratorio, eseguiti ad ogni prelievo.
12. Con quale denaro funziona la FIDAS?
LA FIDAS è una associazione di volontari che sostiene economicamente la
propria azione con i rimborsi, stabiliti da un decreto ministeriale ed erogati
per convenzione con le Aziende Sanitarie, delle spese sostenute per la
promozione della donazione, l’invio dei donatori ai Centri Trasfusionali e/o per
la raccolta diretta delle unità di sangue. Altre fonti di finanziamento sono
costituite da contributi di Enti Locali e donazioni private. Essendo una
associazione di volontariato nesssun socio, impegnato nell’associazione a
qualunque titolo e con qualunque funzione, percepisce compensi. Come previsto
dalla legge sul Volontariato n. 266/91, tutti i volontari sono assicurati.
13. Ogni anno sento parlare di carenza estiva; ma non ci pensano i
donatori?
La carenza di sangue nei mesi estivi è purtroppo un dato di fatto, per cui
storicamente in Italia in questi mesi, ma ora anche nel corso dell’intero anno,
si rilevano nelle regioni forti contrazioni nella raccolta a fronte di un
fabbisogno stabile, poiché la partenza per le vacanze interrompe drasticamente i
consueti flussi di raccolta. La donazione dei donatori abituali non è sufficiente
a scongiurare il pericolo della carenza, creando seri problemi per i malati. Per
questa ragione la FIDAS, da anni ha avviato un’attività di sensibilizzazione nei
confronti della popolazione per garantire l’afflusso dei donatori a intervalli
regolari presso le strutture trasfusionali, e ridurre il ricorso alle donazioni
occasionali che sono un fattore di rischio per la sicurezza delle trasfusioni.
14. Cosa è l’aferesi?
L' aferesi è una tecnica particolare di prelievo con la quale è possibile
sottrarre uno o più emocomponenti, restituendo al soggetto trattato la quota del
sangue che non si intende trattenere. In particolare, restituendo i globuli
rossi, possono essere sottratte quantità assai elevate degli altri componenti
del sangue, anche ripetutamente ed in tempi ravvicinati, poiché l'organismo
recupera con grande rapidità le perdite di plasma, di piastrine, di globuli
bianchi.
Per eseguire l' aferesi occorrono speciali attrezzature: i "separatori
cellulari" cui il donatore viene collegato, in circolazione extracorporea. In
Italia, in particolare, occorre sviluppare la plasmaferesi, la donazione del
solo plasma, da cui trarre le sue diverse frazioni (albumina, gomma globuline,
fattori della coagulazione), che costituiscono formaci "salva vita" per
moltissimi malati.
Oggi, il plasma italiano soddisfa soltanto una parte modesta delle
necessità: il resto viene importato dai paesi che già da molti anni praticano la
plasmaferesi su largo scala con pieno successo e senza alcun rischio per i
donatori, che anzi sono soggetti a controlli ancor più approfonditi.
Il D.M. 15/01/1991, che fissa le norme per accertare l'idoneità donatori ed
i ritmi delle donazioni, stabilisce criteri distinti e mirati per 1' aferesi
p1asmatica, piastrinica e leucocitaria.
Nel caso della plasmaferesi i limiti di età sono compresi fra i 18 ed i 65
anni.
Il donatore deve disporre di tutti i requisiti per l'idoneità al prelievo di
sangue intero, fatto eccezione per l'emoglobina, per la quale sono accettati
valori più bassi (11,5 g/dl nella donna e 12,5 g/dl nell'uomo), per la
protidemia totale (che non deve essere inferiore a 6 g/ml) e per l'elettroforesi
delle proteine (che deve risultare normale).
Questi ultimi due parametri devono essere controllati ogni sei mesi, fermi
restando i ritmi degli altri controlli prescritti per la donazione di sangue
intero.
Il prelievo di plasma non deve superare i 650 mi (di solito è compreso fra i
550 e i 600 ml), i 1.500 ml per mese ed i 10 litri per anno. La procedura ha una
durata di circa 30 minuti.
Nel caso della piastrinoaferesi, viene richiesta l'idoneità per la donazione
di sangue intero, con l'aggiunta di un normale assetto coagulativo (piastrine
non inferiori a 150.000/mmc, normale coagulabilità del plasma).
Di norma, non possono essere eseguite più di sei prelievi di piastrine per
anno.
La procedura è più lunga (due - tre ore) e spesso viene richiesta con
urgenza; i disagi per il donatore sono certo superiori, ma anche questo modo di
donare è del tutto ben tollerato e quasi sempre dal suo buon esito dipende in
modo diretto la vita di un malato, già in attesa di questo soccorso, che è
l'unico possibile.
Lo stesso può dirsi per la leucoaferesi, che comporta gli stessi tempi di
esecuzione e richiede gli stessi requisiti della aferesi piastrinica, oltre ad
un numero di leucociti non inferiori a 6.000/mmc. Anche in questo caso,il numero
massimo dei prelievi è di sei per anno.
Via G. Matteotti, 4 –
87027 Paola (CS) Tel: 0982 582654 – e-mail:
fidas@fidaspaola.it
c. fiscale: 86002690781
Iscrizione al n.
88 del Registro del Volontariato della Regione Calabria
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